Persona. Dall’Antropologia alla Cosmopoli

L’antropologia culturale ha continuamente postulato e altrettanto continuamente rinviato l’antropologia sicut talis: il discorso sull’uomo cos’è, la sua essenza. Ha eluso la domanda di Kant, la scoperta del termine da parte di Renouvier, l’ultimo Husserl, Cassirer. Con lo strutturalismo di Lévi-Strauss l’ha irrigidita in un formalismo puramente descrittivo; con la biofilosofia di Foucault e dei francesi fin-de-siècle l’ha dissolta in un’abbagliante, inconcludente fuga in avanti. L’antropologia culturale ha saturato le sue premesse.

Già Ernesto de Martino aveva rimesso in discussione nei quaderni finali i risultati brillanti e profondi insieme che aveva raggiunto, la trilogia del Sud e la saggistica impegnata, tornando a leggere e rileggere i filosofi – anche se alcuni nomi non sono più gli stessi: da Croce Omodeo Paci a Paci Abbagnano Husserl Heidegger. De Martino non torna alle origini torna alle radici.

Mondializzazione dei francesi la dice forse più lunga di globalizzazione: la prima indica un ruolo attivo, un fare, una historia rerum gestarum, una dialettica mezzi/fini; la seconda una presa d’atto, uno stato di necessità, una incomprensiva altalena tra elogio e recriminazione.

E invece un cum-sistere c’è a fianco, assieme, dentro l’ex-sistere: sta nella persona come invalicabilità di diritti (e radicale autoconsapevolezza dei doveri).

La persona consiste nella irriducibilità della persona a ogni valore (Storia, biologia, pianificazione ideologica, normatività dell’Assoluto) che non sia la persona stessa. La persona si fonda sulle proprie condizioni intrinseche e interiori, la prima delle quali è l’”ego vitale”, il soffio o respiro o eros che è tensione al mantenimento e superamento dell’esistenza verso un’esistenza piena nel rapporto con l’esistenza d’autrui. La miglior definizione di empatia è in Dante (Par. 9.81): “s’io mi intuassi come tu m’inmii!”

La vita activa delle persone è  nelle relazioni a rete aperta entro la comunità comprensiva. La persona è eguale a ogni altra persona dunque tutte le persone sono a pari titolo cittadini di un unico mondo. La legge fondamentale è quella che definisce, attua e fa rispettare Giustizia e Libertà. Giustizia, sono i diritti di tutti; Libertà, quelli della persona. Solidarietà, la bilancia fra Giustizia e Libertà. Bobbio negli anni Quaranta era personalista. Nel progetto del Movimento di “Esprit” per la Costituzione francese del 1946 scritto da Mounier si proponeva lo “statuto della persona”

Persona oggi è chi è nella capacità (homme capable, Ricoeur) di vivere come cittadino del mondo. Qui la libertà, del singolo e di tutti. Il telos dell’umanità non può che essere indivisibilmente telos della persona e della Natura: processo di Whitehead, armonica metamorfosi di Goethe. L’ecologia si risolve nella teleo-nomia. Il mondo da compiere delle persone è la cosmopoli.

Milano, novembre 2009

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